06.04.07
Valutazione delle lesioni plantari del pollo da carne
Grilli G.a, Gaspari P.b, Montella L.c, Gavazzi L.d, Speri M.e, Chiari C. b, Ferrazzi V. a, Gallazzi D. a, Lavazza A.f
a Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria, Sezione di Anatomia Patologica e Patologia Aviare, Università degli Studi di Milano, via Celoria 10 – 20133 MILANO
b ASl Cesena, area B. ; c ASL Bologna, area A; d Gruppo Amadori, Cesena; e ASL Verona, area B.
f Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, Laboratorio di Microscopia Elettronica, Sede di Brescia.
Introduzione
L’allevamento dei broilers è un comparto importante del settore dell’allevamento avicolo ma, come in tutti gli allevamenti intensivi, presenta dei punti critici per quanto riguarda il benessere e la salute degli animali.
Diversi risultano essere i parametri valutabili per l’individuazione di uno stato di “benessere” ma, spesso, questi parametri sono di difficile applicazione. Tra questi, la pododermatite è quella che può incidere negativamente sullo stato generale di salute. Diversi Autori in passato hanno segnalato come le pododermatiti del pollo influenzino la possibilità di movimento e quindi la capacità di alimentarsi e di bere (Harms e Simpson, 1975). I gruppi di animali che presentano estese lesioni plantari possono manifestare anche altre lesioni a livello dei tarsi o del petto (brusite sternale) ben evidenti alla macellazione (Greene et al., 1985; Martland, 1985). Questi soggetti sono considerati uno scarto perché oltre alle lesioni, solitamente mostrano ritardi di crescita.
Va anche ricordato che soluzioni di continuo della cute possono favorire infezioni batteriche secondarie come la stafilococcosi (Devriese, 1980; Scanlan e Hargis, 1989; Hester, 1994; McCullag et al., 1997).
La pododermatite, denominata dagli Autori anglosassoni “foot-pad dermatitis” è segnalata da tempo nell’avicoltura commerciale (Nairn e Watson, 1972; Schmidt e Lüders, 1976; Wise, 1978; Bracewell, 1982; Martland, 1985; Schulze Kersting, 1996).
Questa lesione si presenta come una dermatite da contatto (Nairm e Watson, 1972; Greene et al, 1985) che interessa il plantare della zampa e ha un’evoluzione patologica conosciuta. In un primo momento si assiste ad una decolorazione della cute, nei casi più gravi è presente un’erosione che procede verso l’ulcerazione della cute con relativa reazione infiammatoria dei tessuti sottocutanei (Greene et al., 1985). Le ulcerazioni sono spesso ricoperte da croste formatesi dalla contemporanea presenza di essudato, lettiera e materiale fecale.
Le lesioni sono probabilmente causate da un insieme di fattori quali l’umidità della lettiera e la presenza di composti chimici irritanti derivati dalle feci (ammoniaca) (Charles e Fortune, 1977, Harms e Simpson, 1977; Harms e Simpson, 1977; Martland, 1984, 1985; Greene et al., 1985; McIlroy et al., 1987).
Il materiale e la struttura della lettiera sono fondamentali nella prevenzione di queste forme, lettiere soffici e con elevata capacità di assorbire l’umidità sono migliori perché mantengo le zampe degli polli sempre in buone condizioni (Shanawany, 1992). Naturalmente anche la densità degli animali influenza proporzionalmente la qualità della lettiera (McIlroy et al., 1987; Blokhuis e Van Der Haar, 1990; Gordon, 1992; Tucker e Walker, 1992). Anche le infezioni intestinali, modificando le caratteristiche fisico-chimiche delle feci, agiscono in maniera negativa sulla qualità della lettiera (Neill et al., 1984).
Le caratteristiche della lettiera sono anche influenzate dalle condizioni climatiche in funzione dei tassi di umidità (Payne, 1967; McIlroy et al, 1987) ma anche dai tipi di abbeveratoio utilizzati le cui perdite o malfunzionamenti possono bagnare la lettiera (Elson, 1989; Lynn e Elson, 1990; Tucker e Walker, 1992; Cholocinska et al, 1997).
Numerose sono le indagini inerenti la pododermatite delle specie avicole da carne. Sicuramente gli studi più approfonditi sono ascrivibili alla scuola scandinava (Ekstrand e Algers, 1997; Ekstrand et al., 1997; Berg, 2002; Ekstrand e Carpenter, 1998). Ekstrand et al.,(1997; 1998) hanno anche proposto un sistema di valutazione delle pododermatiti come indicatore dello standard manageriale, igienico e di allevamento. Le lesioni vengono classificate in base ad un protocollo che prevede punteggi differenti a seconda della gravità delle lesioni:
classe 0 – lesioni assenti o presenza di modica ipercheratosi talvolta pigmentata, decolorazione cutanea o lieve erosione cutanea superficiale
classe 1 – erosioni più marcate, di dimensioni > 1 cm, ipercheratosi con necrosi superficiale localizzata
classe 2 – lesioni più marcate, cute ulcerata anche in più punti
La nostra ricerca si propone di valutare la conferma della gravità delle lesioni macroscopiche anche a livello istologico nonché l’applicabilità di questo sistema di monitoraggio come indice di benessere alle condizioni operative dell’avicoltura italiana.
Materiali e Metodi
Nel periodo gennaio-marzo 2005 sono state condotte alcune osservazioni sulla pododermatite in 41 gruppi di broilers (circa 500.000 soggetti esaminati), sia a pigmentazione gialla che bianca, regolarmente macellati e provenienti da macelli situati in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Questi campioni sono stati valutati macroscopicamente distinguendo le tre differenti classi secondo Ekstrand et al. per cui le lesioni sono state così classificate: classe 0 – lesioni assenti o presenza di modica ipercheratosi talvolta pigmentata, decolorazione cutanea o lieve erosione cutanea superficiale (Fig. 1 a, 1b, 1c); classe 1 – erosioni più marcate, di dimensioni > 1 cm, ipercheratosi con necrosi superficiale localizzata (Fig. 2); classe 2 – lesioni più marcate, cute ulcerata anche in più punti (Fig. 3). Il controllo delle lesioni podali fa parte di un programma usato in Svezia per regolare la densità di allevamento: al macello si controlla la cute plantare di 1 zampa per 200 polli/gruppo macellato. Il punteggio raggiunto dalla somma delle lesioni riscontrate (Σ classe 0 x 0 + classe 1 x 0,5 + classe 2 x 2). Alcuni campioni corrispondenti alle varie classi sono stati valutati anche istologicamente secondo quanto riportato da Grilli et al., 2003; 2004.
Su 10 gruppi è stata eseguita una valutazione delle lesioni in catena e successivamente, sulle stesse zampe, dopo il distacco di queste dalla carcassa.
Risultati e discussioni
Dalle nostre osservazioni macro-microscopiche risulta che la classificazione, in accordo con lavori precedenti (Grilli et al., 2003; 2004) può essere così rivista:
classe 0 - assenza di lesioni o presenza di lesioni che istologicamente interessano solo parzialmente lo strato corneo e non raggiungono lo strato germinativo ;
classe 1 - lesioni più evidenti con ispessimento dello strato cheratinizzato e infiltrati flogistici
classe 2 – lesioni necrotico-ucerose che interessano anche le falangi.
Come si può notare, le poche modifiche al programma originale da noi apportate riguardano la classificazione della classe 0, che raggruppa anche lesioni lievi, che al controllo istologico non compromettano l’integrità totale dello strato di cheratina. Questa classificazione è stata rivista recentemente da Pagazaurtundua e Warris (2007) che dividono le lesioni, su base macroscopica, anche sulla base dell’area interessata dalle lesione. In questo caso le classi sono 4 e lo score 1 corrisponde ad una lesione minima e superficiale che noi ascriviamo alla 0; anche il sistema di calcolo è differente e consiste nella seguente equazione: (score x 1,505)-0,1.
Per quanto riguarda le osservazioni condotte al macello, i risultati presenti in Tabella I.
Da questa tabella si evidenzia come la maggior pare degli allevamenti controllati presenti uno score < 50 che non presenta quindi particolare attenzione. Questa situazione però va letta anche in funzione alla deviazione standard che mostra estrema variabilità soprattutto nei polli leggeri e medi in cui esistono allevamenti in cui il livello di controllo deve essere valutato con attenzione. Come riportato sopra, le cause di pododermatite possono essere numerose, si va dall’alimentazione (Harms e Simpson, 1975; Harms e Simpson, 1977; Harms e Winterfield, 1985; Nool et al., 2001) alla tipologia della pavimentazione (Simpson e Nakaue, 1987; Mantrerchar et al.; 1997), al tipo di abbeveratoio (Elson, 1989; Cholocinska et al., 1997) nonché la densità degli animali (Mantrerchar et al.; 1997) ma sicuramente la qualità della lettiera è quella che viene chiamata in causa il più delle volte (Martland, 1984, 1985; Ekstrand et al., 1997; Ekstrand e Algers 1997). A tale riguardo, in Italia, si possono prevedere differenti gradi di pododermatite in base alla regione di provenienza. Questo perché gli allevamenti del Nord Italia utilizzano prevalentemente truciolo di legno, da solo o associato a pula di riso che aumenta la sofficità della lettiera mentre nel centro-sud tale materiale è difficilmente reperibile ed è molto costoso, costringendo gli allevatori a ricorrere alla paglia di cereali. Nonostante la paglia venga opportunamente tritata, le condizioni della lettiera così composta sono inevitabilmente peggiori con penalizzazione dell’avicoltura di queste regioni.
Anche le tipologie di allevamento incidono notevolmente sulla presenza di queste lesioni, paradossalmente l’allevamento biologico sembra essere quello che risente maggiormente di queste alterazioni podali (Pagazaurtundua e Warris, 2006). Dalle nostre osservazioni non sembra esserci differenza tra gli ibridi allevati o tre il colore della cute
La valutazione differente delle lesioni tra lettura in catena e quando l’osservazione viene condotta sulle zampe staccate a fine ciclo di macellazione è confermata dai dati presenti in Tabella II. La differenza delle due letture è stata tra 9 e 14 punti, valore discriminante se ci fossimo trovati davanti a partite che erano al limite dell’applicabilità della sanzione. Va ricordato che mediamente la velocità di scorrimento della catena di macellazione è di 90 polli/minuto, ciò non sempre consente una precisa valutazione come già evidenziato in lavori precedenti (Grilli et al., 2003). La lettura a fine ciclo di macellazione è sicuramente più precisa ma bisogna ricordare che occorre anche trovare l’operatore disponibile a sobbarcarsi un ulteriore lavoro che spesso, in un macello industriale, deve avvenire alla fine della giornata lavorativa.
Tabella I: Punteggio medio raggiunto dagli allevamenti controllati
.../... PS Per via delle tabelle e/o immagini l’intera presentazione è consultabile scaricando il file allegato (Valutazione delle lesioni plantari del pollo da carne )
Grazie
Il moderatore